Le CER e i vantaggi del bene condiviso

 

 

 

 

Nel nostro Paese, le comunità energetiche rinnovabili (CER) sono una realtà in forte espansione. Esse non garantiscono soltanto vantaggi di tipo economico ma anche sociale poiché il principio di comunità stesso prevede la condivisione di beni e servizi. 

Le CER, infatti, non danno solo una nuova boccata di ossigeno alle reti di distribuzione di energia ma permettono di far “respirare” meglio tutte le utenze ad esse associate. Il settore dell’energia elettrica, nel corso degli anni, ha mantenuto la propria identità mutando però i propri valori (anche economici) in relazione agli scenari politico-sociali e industriali. Dalle centrali idriche e l’era del “carbone bianco”, fino a oggi dove si sviluppa un ecosistema produttivo variegato e composto da fonti differenziate su cui prevale ancora quella fossile. Nel corso dei decenni l’energia ha subito una crescita dei costi più o meno costante, interrotta da picchi significativi in particolare dovuti a fatti ed eventi straordinari; esempi eclatanti sono stati la prima crisi petrolifera del 1973, la Pandemia e le ultime guerre che stiamo vivendo. Gli eventi geopolitici poi sono un pretesto ideale per lanciare operazioni speculative volte a scatenare scossoni economici che disturbano decisamente gli equilibri sociali e industriali. 

Da questo contesto nasce l’esigenza di riacquistare una certa indipendenza dal punto di vista energetico, che si tratti di un’azienda, un singolo utente oppure un gruppo di individui. Il concetto di CER parte proprio da qui, senza mirare a divenire uno strumento di lucro grazie a norme che ne regolano l’istituzione. E se non è uno strumento di mero guadagno, ciò pone basi solide per sviluppare un vecchio ma sempre valido concetto di condivisione di un bene. Possiamo paragonare il concetto delle CER al significato importante che sta dietro a esempi di vita e socialità condivisa, promossi e sviluppati da figure industriali importanti del passato. Basti ripensare a quanto messo in pratica da Adriano Olivetti oppure Giovanni Borghi: due aziende che hanno visto nella condivisione di un bene (che fosse l’unità abitativa, vedi la costruzione dei villaggi dedicati, oppure l’istituzione di servizi dedicati come scuole o asili e molto altro) il beneficio per una piccola comunità.   

Oggi le CER nonostante facciano ancora una certa fatica a diffondersi seguono il trend positivo della generazione da rinnovabili. In Italia la quantità di energia proveniente da queste fonti è cresciuta di circa il 300% in vent’anni, sfiorando a fine 2025 gli 82 GW. Inoltre, sono previsti ulteriori 22GW in arrivo dalle nuove installazioni. A fronte di questi incrementi, la rete tradizionale richiede aggiornamenti a livello tecnologico; a questo proposito il Piano di Sviluppo decennale prevede 23 mld € di investimenti nei prossimi otto anni, con lo scopo di aumentare la capacità di scambio di 15 GW. 

 

 

 

 

 

 

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